Uccidi una persona? DEVI RIMANERE IN GALERA A VITA! Si...MA IN ITALIA MAI!

(Roma)ore 10:12:00 del 30/06/2017 - Categoria: , Cronaca, Denunce, Sociale

Uccidi una persona? DEVI RIMANERE IN GALERA A VITA! Si...MA IN ITALIA MAI!

Ma veramente pensavate che De Santis si sarebbe fatto 26 anni e tutti di fila fino all'ultimo?

I legali di De Santis giustamente faranno ricorso in cassazione.

Sanno benissimo come funziona il sistema giudiziario italiota:

Quando a ricorrere è solo l’imputato (non il pm) la legge vieta la "reformatio in peius", ossia vieta di comminare una pena peggiore della precedente.

In altri paesi, dove la giustizia e' meno farlocca che in Italia, l'appello non sempre e' soggetto ad accoglimento, e se va male puo' comportare l'aggravio della pena.

Qui nella stragrande maggioranza dei casi si arriva a una sentenza "scontata", a volte ad un ribaltamento clamoroso delle sentenze.

Ecco perche' il ricorrere e' praticamente un automatismo, con conseguenti polemiche, sconti o assoluzioni assurde, rifacimento processi, tempi di giudizio lunghissimi (tre gradi di giudizio sono troppi e portano solo danni) e tribunali intasati dai ricorsi.

Anche Davigo lamentava questa pratica tipicamente italiana del ricorso massiccio in appello.

Infine anche a sentenza definitiva sono pur sempre previsti, nel nostro ordinamento disneyland-giudiziario:

- "Articolo 21"

- Arresti domiciliari ospedalieri

- l'affidamento in prova al servizio sociale

- la detenzione domiciliare

- il regime di semilibertà

- Liberazione anticipata

- Liberazione condizionale

- Libertà controllata

- Libertà vigilata

- Licenze

- Permessi premio

- Eventuali amnistie, indulti etc..

Ma veramente pensavate che De Santis si sarebbe fatto 26 anni e tutti di fila fino all'ultimo?

Sedici anni di reclusione, dieci in meno rispetto alla condanna di primo grado. Si è concluso il processo di appello di Daniele ‘Gastone’ De Santis, l’ex ultras romanista che sparò al tifoso napoletano Ciro Esposito il 3 maggio 2014, poche ore prima della finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli, e poi morto dopo 53 giorni al policlinico Gemelli per le conseguenze di quelle ferite. Sono state escluse le aggravanti di futili motivi e di recidiva, ed è stato assolto dal reato di rissa: così la pena è stata ridotta da 26 a 16 anni. “Uno sconto di pena assurdo”, hanno commentato gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, legali della famiglia Esposito.

Pubblicato da Sasha

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