Terrore a Bergamo: ragazza rapita e violentata in treno

CHIETI ore 19:13:00 del 26/01/2015 - Categoria: Cronaca

Terrore a Bergamo: ragazza rapita e violentata in treno

Terrore a Bergamo: ragazza rapita e violentata in treno | L’analisi di Italiano Sveglia

Un episodio davvero bruttissimo in quel di Bergamo. Nessuno ha visto e sentito niente vero? Il primo provvedimento da prendere è licenziare il personale del treno ed il responsabile della Polfer. Troppo comodo prendere lo stipendio ogni 27 del mese senza mai rispondere di quel che succede.

Quando gli uomini della Squadra mobile di Bergamo lo hanno bloccato in stazione, mercoledì sera, nascosto nei pantaloni aveva uno dei coltelli da cucina che aveva puntato contro la sua vittima, una ragazza di 22 anni residente in città. Era il 12 dicembre, sul treno regionale per Milano Porta Garibaldi, ore 21. La ragazza era su un vagone vuoto. Modou Niang Ndir, 32 anni, senegalese clandestino con una sfilza di alias e con precedenti per violenza sessuale e per reati contro il patrimonio, le si siede accanto. E l’incubo ha inizio.

Intuite le intenzioni, la giovane fa per alzarsi, ma il nordafricano, un metro e 85, la blocca mostrandole uno zaino pieno di coltelli. Le mette le Mani ovunque, la costringe a baciarlo. Lei piange, lo supplica di lasciarla andare, ma la tortura prosegue per 20 interminabili minuti, alla fine dei quali l’uomo si fa consegnare l’Iphone 6 che le ha visto nella borsa. Il giorno successivo, il 13 dicembre, la ventenne si presenta alla polizia per denunciare l’accaduto e la Procura di Monza, competente per territorio, dispone subito l’analisi del tabulato telefonico. Nello smartphone il senegalese aveva lasciato la Sim della ragazza. Si scopre così, da una telefonata fatta cinque minuti dopo la rapina, che lo ha venduto per 300 euro a un marocchino, regolare, di professione muratore e venditore ambulante al mercatino dell’usato di Cormano. Sentito dagli investigatori, spiega di aver conosciuto il senegalese proprio al mercatino, di non sapere indicare il suo nome, ma che in rubrica si era registrato i numeri dai quali lo aveva contattato in passato. Attraverso le utenze telefoniche, gli agenti risalgono a Ndir, nullafacente e con domicilio a Merate. Sia il marocchino sia la vittima lo riconoscono in una fotografia.

Pubblicato da Gerardo

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