Sesso per sconfiggere il caldo torrido

(Milano)ore 19:11:00 del 11/08/2017 - Categoria: , Sesso

Sesso per sconfiggere il caldo torrido

«Amor ch’a c(al)or gentile ratto s’apprende». Lo consigliano ricercatori Usa di Chicago. «Fate l’amore; aiuta a superare il caldo; è un ingrediente della ricetta quando termometro taglia gli anta».

«Amor ch’a c(al)or gentile ratto s’apprende». Lo consigliano ricercatori Usa di Chicago. «Fate l’amore; aiuta a superare il caldo; è un ingrediente della ricetta quando termometro taglia gli anta».

Ma - mettono subito in guardia i ricercatori - amore sì ma «di casa», abituale. Niente avventure extraconiugali o simili. Queste, sì, mettono a rischio l’equilibrio specialmente cardiocircolatorio. Ansia di prestazione, emozione, novità e troppo caldo-umido concretano un mix che può esplodere presto o tardi.

Ed anche l’amore «casto» consigliato, lo si faccia nelle ore meno calde della giornata. Un buonanotte per i tiratardi, un buongiorno per i mattinieri, sempre che partner concordi per gli orari. Altrimenti, il «compromesso» sia raggiunto sull’ora che più aggrada e che non coincida con il massimo della temperatura percepita (sensazione di caldo o di freddo avvertita dalla persona dipendente sia dalla temperatura effettiva sia da umidità e vento) ed oggettiva (quella che leggiamo sul termometro).

Se temperatura ed umidità (la concomitanza di umidità relativa molto bassa facilita la termoregolazione) superano certi limiti, il consiglio è: buoni, sopra e non sotto le coperte.

Si ricordi che tanto caldo e troppo sesso (emotivamente e fisicamente impegnativo) scombinano i sistemi cardiocircolatorio e respiratorio e disturbano specie il sistema ipotalamo-ipofisi-surrene che incrementa la produzione di serotonina ed altri ormoni (implicati pure, con altri meccanismi di produzione, quelli sessuali) con azioni negative su attività respiratoria, cardiaca e circolatoria ma anche sull’equilibrio psichico.

I picchi di temperature di queste ondate di caldo-umido superiori a 55 gradi Celsius e di durata oltre le 6 ore continuative e non opportunamente contrastate da misure di tutela personale e collettiva, mettono a grave rischio persino di vita (le emissioni globali di gas serra ne sono, in gran parte, responsabili).

Per quanto riguarda lo stile di vita, si suggerisce un impegno rilassato nel lavoro e di qualunque altro onere, la siesta pomeridiana, il rallentamento degli impegni.

Raccomandato anche sedersi comodamente a tavola e porre a bando i pasti mordi e fuggi. Ma, anche qui, pasti piccoli (mini), magari, se l’appetito scarseggia, a diverse riprese (minispuntini), specialmente a base di frutta e verdure (cotte o crude, spremute o nature, insalate), pasta o riso (porzioni mini). Grassi con il contagocce. Consentiti 1-2 bicchieri di vino al giorno nel contesto dei pasti (no a superalcolici), acqua, tè, latte, bevande varie non zuccherate (2 litri al giorno). Il caffè (non oltre 2-3 tazze al giorno) aiuta.

Anguria e pomodori si raccomandano per la loro capacità di idratare l’organismo che ne consuma.

Particolari riguardi per chi è normalmente ipoteso cui il rischio maggiore è il collasso conseguente all’abbassarsi ulteriore della pressione dovuta al caldo ed alla perdita eccessiva di liquidi con la sudorazione.

Il colpo di calore può generare ipertermia, cefalea, astenia profonda.

Chi prende abitualmente farmaci, consulti il proprio medico che valuterà l’opportunità eventuale di adeguarne le dosi.

Ventilatori e condizionatori, se ben gestiti, sono consigliabili perché contribuiscono a realizzare ambienti più freschi. Per chi non può, stabilire un sistema di areazione (non correnti o spifferi d’aria) con finestre/porte aperte.

I nostri nonni usavano una «bagnarola» con acqua fresca nella quale, di tanto in tanto, immergevano i piedi. E c’era anche chi usava mettere sulla fronte una pezzuola o garza bagnata con acqua fresca ed aceto.

Ma niente sbalzi di temperatura e colpi d’aria, né passaggi repentini da ambienti freddi a caldi (specie gli anziani, i malati ed i bambini).

Da: QUI

Pubblicato da Carmine

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