Ricordate Winamp? E' pronto a tornare!

(Palermo)ore 15:40:00 del 21/10/2018 - Categoria: , Informatica, Internet, Tecnologia

Ricordate Winamp? E' pronto a tornare!

Uno dei programmi che ha fatto la storia dell'internet musicale fa la sua inattesa ricomparsa: sarà un player globale.

Ci sono pochi programmi che portano a galla ricordi nostalgici degli albori di internet come Winamp: il più diffuso lettore musicale tra la fine degli anni 90 e i primi 2000, caratterizzato dalla miriade di skin (interfacce grafiche) con cui si poteva personalizzare, dalla leggerezza del programma e anche dalla possibilità di equalizzare la musica a piacimento. In un’epoca in cui l’unica alternativa era Windows Media Player, insomma, Winamp era lo strumento d’elezione di chiunque avesse a cuore la musica.

Le cose poi sono rapidamente cambiate: YouTube, iTunes, Spotify e le altre modalità con cui oggi si ascolta la musica in rete hanno rapidamente mandato in soffitta Winamp. Che però, adesso, sembra in procinto di scrollarsi la polvere di dosso e fare il suo inatteso ritorno: “Ci sarà una versione completamente nuova l’anno prossimo, che manterrà l’eredità di Winamp ma con un’esperienza d’ascolto molto più completa”, ha raccontato – parlando con TechCrunch – Alexandre Saboundjian, CEO di Radionomy (società che ha acquistato la piattaforma nel 2014). “Si possono ascoltare gli MP3 che si hanno a casa, ma anche le canzoni caricate nel cloud, i podcast, le stazioni radio in streaming e le playlist che creerete da soli”.

Messa così, sembra l’unione di un lettore musicale, SoundCloud e Spotify, nella speranza che le storiche skin mantengano il loro stile terribilmente anni 90. Nato nel 1997 grazie al programmatore Justin Frankel, all’epoca uno studente all’università dello Utah, Winamp non ha mai generato particolari introiti. Inizialmente, anzi, il modello di business si basava esclusivamente sulle donazioni volontarie degli utenti (furono i genitori di Justin a costringerlo a inserire questa opzione).

L’entusiasmo degli appassionati fu però tale che nel solo mese di gennaio 1998 Justin Frankel ricevette qualcosa come 100mila dollari in donazioni, tutti inviati via posta. Briciole, rispetto a quanto – nel 1999, in piena "bolla delle dotcom" – sborsò un colosso come AOL per acquistare Winamp (assieme alla società fondata da Justin Frankel, Nullsoft): 80 milioni di dollari. La coabitazione tra l’attitudine punk (come la descrisse Rolling Stone) di Justin e una realtà come AOL fu complicatissima; fatta di scontri e litigi furiosi (qualcosa che ricorda il rapporto tra altre realtà indipendenti e loro nuovi padroni; come può essere stato il caso di Flickr e Yahoo o Whatsapp e Facebook).

Il mondo, tra l’altro, stava cambiando: i video su YouTube stavano sostituendo in parte l’ascolto degli MP3 e l’iPod stava aiutando iTunes a diffondersi sempre di più. Per AOL, nel complesso, fu un pessimo affare: nonostante la popolarità (all’apice del successo Winamp contava su 57 milioni di utenti), il vecchio colosso rivendette il programma a Radionomy, nel 2014, per la miseria di 10 milioni di dollari.

Da allora, Winamp è bloccato alla versione 5.8 ed è perlopiù considerato un player defunto. Non è così: “Gli utenti di Winamp sono ovunque ancora oggi e sono un numero enorme”, racconta Saboundjian. “Abbiamo una comunità molto unita, ma tutti pensano che il lettore sia scomparso e che nessuno ci stia lavorando. Le cose stanno diversamente”.

Per il momento, ci si può aspettare qualche aggiornamento, in attesa che la versione 6 sbarchi in rete nel 2019: “Quello che vedo è che oggi si deve saltare da un lettore all’altro a seconda che tu voglia ascoltare musica, radio o podcast; per me, questa non è un’esperienza ottimale”, prosegue Saboundjian. Se davvero uno dei simboli dell’internet anni 90 – con il suo iconico Lama e lo slogan “it really whips llama’s ass!” potrà tornare in un mondo digitale completamente cambiato, però, è ancora tutto da vedere.

Da: QUI

Pubblicato da Gregorio

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