Lavoro stabile? UN MIRAGGIO. La colpa? Dei contratti a termine di Renzi & CO!

(Roma)ore 09:34:00 del 26/03/2018 - Categoria: , Denunce, Lavoro

Lavoro stabile? UN MIRAGGIO. La colpa? Dei contratti a termine di Renzi & CO!

Il mercato del lavoro in Italia, drogato per anni dalle misure volute dal governo per raccattare voti, rivela un preoccupante aumento dei contratti a termine

Dopo la crescita delle assunzioni stabili nel 2015 e 2016 drogata dagli incentivi elettorali del Pd, i contratti a tempo indeterminato nel 2017 sono drasticamente crollati tornando tornando al livello del 2014.

È quanto emerge dalle tabelle contenute nella Nota congiunta sull’occupazione di Istat, Ministero Lavoro Inps, Inail e Anpal diffusa mercoledì, secondo le quali nel 2017 le attivazioni a tempo indeterminato e le trasformazioni in rapporto di lavoro stabile sono state 2.220.000 con un calo del 10,77% rispetto al 2016 (2.488.000), anno nel quale c’erano ancora gli incentivi seppur ridotti.

Nel quarto trimestre 2017, il numero di attivazioni a tempo determinato ha raggiunto il livello massimo (1 milione 891mila) della serie storica dal primo trimestre 2011. Così si rileva dalle comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro, nella nota con Istat, Inps, Inail e Anpal. Invece la somma di attivazioni e di trasformazioni a tempo indeterminato risulta essere il valore più basso della serie, sempre dal 2011 (519mila). In totale le attivazioni nel trimestre sono state 2,336 milioni e le cessazioni 2,262 milioni (con un saldo di +75mila posizioni, dovuto al “boom” dei contratti e termine).

Il numero di lavoratori ‘a chiamata’ o ‘intermittenti’ nel quarto trimestre 2017 è continuato a crescere, mettendo a segno un +69,2% rispetto allo stesso trimestre 2016, con un incremento assoluto di 89mila unità, che li fa così passare da 128mila a 217mila in totale. La nota trimestrale evidenzia il preoccupante aumento del precariato, oltre a sottolineare che l’aumento è comunque “a tassi leggermente meno forti” rispetto ai due trimestre precedenti (+79,3% nel terzo e 75,9% nel secondo) quando il forte incremento era stato causato dall’abrogazione dei voucher e alla necessità di trovare alternative.

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Pubblicato da Gregorio

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