La prova di Destiny 2

(Roma)ore 14:28:00 del 13/09/2017 - Categoria: , Videogames

La prova di Destiny 2

La space opera del team di Seattle è, in fin dei conti, il luminoso approdo di un lungo viaggio, condotto attraverso territori inesplorati nella speranza di costruire un prodotto nuovo, a suo modo unico nel panorama videoludico moderno: uno sparatutto coo

Destiny 2 è la piena realizzazione di un percorso ludico e creativo iniziato da Bungie ormai tre anni fa. La space opera del team di Seattle è, in fin dei conti, il luminoso approdo di un lungo viaggio, condotto attraverso territori inesplorati nella speranza di costruire un prodotto nuovo, a suo modo unico nel panorama videoludico moderno: uno sparatutto cooperativo che si avvicinasse, per struttura e sistema di progressione, ai giochi di ruolo massivi.
Destiny è sempre stato il frutto di questa idea, portata avanti con determinazione incrollabile; anche di fronte alle vocianti critiche di chi, dal team di Halo, pretendeva invece uno shooter più tradizionale.
Il primo Destiny, inutile girarci intorno, non è stato un titolo perfetto, funestato com'era da difetti macroscopici. Eppure - tenuto in piedi dal fascino dell'ambientazione, dalle meravigliose sensazioni delle sparatorie, dalle emozioni indelebili delle Incursioni - è stato un titolo necessario. Se non altro, per arrivare appunto a questo secondo capitolo, finalmente maturo, trascinante, "seducente" anche per chi vuole vivere una grande avventura senza poi restare invischiato in tutte le attività di quello che viene definito endgame.
Destiny 2, del resto, rimuove selettivamente i problemi del suo predecessore e ne amplifica i punti di forza. A partire proprio dalla ritrovata capacità di raccontare una storia. Ecco: se il primo capitolo ha svolto soprattutto un lavoro "di fondazione", delineando il profilo di un'ambientazione francamente meravigliosa, questo sequel sfrutta in maniera decisa tutta la "mitologia" accumulata in tre anni di espansioni e innumerevoli Carte Grimorio.
L'unica precondizione per apprezzare la storia di Destiny 2 è quella di avere una conoscenza di base dell'universo di gioco, delle razze che lo popolano e delle minacce che insidiano le ultime vestigia dell'umanità. Il racconto procede poi del tutto autonomo, mettendo in scena una storia di disfatta e di rivalsa: una storia potente, esplicita, bella da vivere.

In giochi come Destiny, quindi dalla forte impronta MMO/GDR, la campagna principale è da considerarsi a tutti gli effetti come un enorme prologo per quello che sarà poi il gioco vero e proprio. Una volta terminata l'avventura e raggiunto il level cap (20)  inerente al livello del Guardiano, dovremo fiondarci in tutte quelle attività end-game che ci permetteranno di ottenere equipaggiamento più potente e in particolare raggiungere il Potere massimo, attualmente 350. Per fare ciò dovremmo esplorare il sistema stratificato e capillare di quest secondarie che Destiny 2 ci mette a disposizione: adventures, eventi pubblici, assalti, settori perduti e imprese varie. Andiamo con ordine: le Adventures sono mini-missioni disponibili su tutti e quattro i pianeti (Io, Titano, Terran, Nessus), che una volta completate ci ricompenseranno con armamento e reputazione legati all'NPC che presiede quel determinato pianeta.

Dovremmo andare da lui per sbloccarne di nuove, acquistare armi oppure qualche altre piccola chicca, come le imprese che daranno diritto alle armi Esotiche. Ce ne sono molte, di queste Adventures, e sono molto divertenti da svolgere grazie a dinamiche non tediose, che ci permettono di imparare anche qualcosa in più dal mondo di gioco grazie a dialoghi mirati ad espandere l'universo narrativo. I Lost Sectors invece sono dei piccoli  dungeon sparsi per i pianeti: per completarli basterà identificarli, entrare, sconfiggere il nemico d'alto rango e aprire la cassa. Il procedimento è molto rapido e, francamente, ci saremmo aspettati qualcosa di più di un piccolo ambiente ristretto dove uccidere nemici a volontà e portare a casa il loot. Se preferite qualcosa di più rapido, ci sono poi gli eventi pubblici: piccole istanze che ci vengono regolarmente segnalate sulla mappa. Ci chiederanno di svolgere dei particolari compiti entro un tempo limite. Riuscirci vorrà dire, anche qui, ricavarne del loot. 

La playlist assalti infine comprende delle missioni più lunghe rispetto a quelle classiche, che si sviluppano in ambienti inediti e con dinamiche di gameplay che probabilmente ritroveremo nell'Incursione. Ci è parso strano che in Destiny 2 gli assalti non vengano introdotti nella storia (com'era nel primo capitolo), ma tant'è che la qualità è molto alta. Pyramidion, per esempio, situato nel mondo dei Vex, è un capolavoro artistico in tutto e per tutto. Talmente impattante da poter essere considerato un raid in miniatura. A tutto questo si aggiungono le sfide giornaliere (che rimpiazzano le taglie) e altre quest "più importanti" chiamate Pietre Miliari, che come ricompensa propongono Armamento Potente, che come dice la definizione non è nient'altro che equipaggiamento molto performante. Insomma Destiny 2 è ricco di cose da fare, sempre remunerative e, cosa più importante, varie e dinamiche. La progressione è palpabile e il sistema di ricompense ad oggi ci è parso funzionante. Merito anche dei viaggi rapidi e della divisione in zone delle varie mappa dei pianeti, ora molto più comodi da esplorare rispetto a quanto visto in Destiny 1.Certo è che se avete fretta di raggiungere il level cap, gli eventi pubblici sono il metodo migliore e anche il più rapido.

Un peccato, perché i giocatori più navigati se ne accorgeranno presto e rinunceranno a fiondarsi nelle altre attività, perdendosi tante belle avventure. In attesa delle Incursioni e delle Prove dei Nove (alle quali dedicheremo articoli a parte), l'endgame di Destiny 2 è certamente variegato, ritmato e sorprendentemente sfaccettato. Certo, il farming è pur sempre necessario, ma non potrebbe essere altrimenti e in questo secondo capitolo non è poi così invadente. D'altronde Bungie ha voluto palesemente rendere il gioco accessibile a tutti. Questo si è tradotto nella diversificazione delle quest, dando cosi un ottimo senso di varietà e progressione continua, a dispetto però di un avanzamento che risulterà fin troppo veloce per i più esperti. Vi consigliamo quindi di godervi i meravigliosi quattro pianeti, di fiondarvi in quante più attività possibili e di sperimentare tutte le novità. Come detto in precedenza, il lato artistico di Destiny 2 è una gioia per  gli occhi e una volta iniziato a conoscere ed apprezzare non potrete farne a meno. La ciliegina sulla torta sarebbe stata una nuova razza di nemici, e la mancata introduzione ha un po' il sapore di occasione sprecata. Certamente le specie già presenti sono state arricchite sia nel look che nelle modalità d'attacco, ma una vera novità avrebbe reso ancor di più entusiasmante la scoperta e l'esplorazione. 

L'ora del Crogiolo

Vittima di decine di patch, ribilancimenti e aggiustamenti d'ogni genere, il Crogiolo di Destiny 1 è stato uno degli aspetti più controversi della produzione. Inizialmente amato, diventò poi aspramente criticato verso la fine del ciclo vitale del gioco. In Destiny 2, si riparte da dove s'era iniziato: giocare in Crogiolo è divertente e stimolante, complice la modalità 4vs4 e a seguire la nuova organizzazione delle armi. Nello slot primario armi cinetiche, secondario riservato alle elementali e terziario per quelle pesanti, che ora inglobano anche fucili a pompa, cecchini e fusione. Tutto questo si traduce in una solidità che riesce a escludere l'abuso di alcuni archetipi di bocche da fuoco, puntando tutto su di uno scontro più serrato e competitivo. Il gameplay di Destiny non è cambiato di una virgola, il gun-play è il solito, rodato del primo capitolo e il feeling delle armi è ottimo. Certo, le super abilità spostano un po' l'ago della bilancia, trasformando match più complicati in baraonde di fuoco, lampi e vortici da vuoto, ma questa è comunque una delle caratteristiche madri del gioco che a noi piace sempre molto. Allo stato attuale il Crogiolo divide le playlist in partita veloce e competitiva: ovviamente cambia la qualità dei giocatori che ci partecipano, e annesse sfide. Le nuove mappe risultano molto ben integrate al gameplay e gradevoli da vedere, senza rinunciare a un level design che ci obbliga a impegnarci e conoscere molto bene i vari ambienti di gioco. Lascia un po' spiazzati la scelta di non permettere la scelta delle modalità; non ci sono inoltre penalità per chi abbandona i match in anticipo: questa è una cosa che farà storcere il naso a moltissimi giocatori (giustamente) e ci auguriamo venga sistemata il prima possibile. Insomma il nuovo Crucible è eccezionale, nel vero senso della parola. Il gameplay azzeccato, il nuovo bilanciamento perfettamente studiato e le nuove e rinnovate modalità creano un contesto rifinito e che rappresenta un'ottima alternativa al PvE. Siamo ben consci che le carte in tavola cambieranno diverse volte nel corso dei mesi e noi non mancheremo di raccontarvi come si evolverà la situazione. Ad oggi, però, il comparto PvP di Destiny 2 è davvero riuscito.

Pubblicato da Luca

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