La felicità abitativa adesso ha un nome: Lecco

LECCO ore 12:17:00 del 06/02/2014 - Categoria: Cronaca, Curiosità, Salute

La felicità abitativa adesso ha un nome: Lecco

Una classifica redatta dalla scuola di psicologia Enrich Fromm di Bologna indica la città lombarda come quella in cui la gente è più felice. Il Nord trionfa, il Sud ancora una volta in fondo alla graduatoria. La peggiore? Isernia…

Se volete vivere felici, pensate a traslocare. Il mare? No, non è la scelta giusta. La montagna? Neppure quella. Meglio una città che stia fra l’acqua e le colline, che abbracci il verde della Natura ad un’economia sviluppata con servizi e infrastrutture al passo coi tempi. Quella città, paradiso terrestre del Belpaese, ha fortunatamente un nome: Lecco. Sulla base della scuola di psicologia Enrich Fromm di Bologna che ha calcolato l’indice di felicità degli abitanti su una scala di valori che va da 1 a 100, la città lombarda affacciata sul Lago, riparata dal Resegone e celebrata dal Manzoni ne I Promessi sposi, è quella che rende più entusiaste le persone che la abitano.
L’indice di felicità, misurato su un campione di 2mila persone tra i 25 e i 70 anni, è pari a 89. Come dire che la valutazione dei lecchesi sulla propria città è in media un 9 in pagella. Un autentico record che conferma i centri abitati di dimensioni medie, preferibilmente al Nord, come i più appetiti per chi va in cerca di una casa. Lecco ha il paesaggio lacuale a portata di mano, permette rapide escursioni in estate in montagna, è vicino a Milano e alla Svizzera, gode di una buona economia, ha offerta formativa e sanitaria all’altezza della situazione e delle istituzioni che sanno come rispondere ai bisogni dei cittadini.
Classifica “della felicità” che premia Lucca (87), incantevole nel pregio architettonico e da quell’atmosfera passata che non cessa di sorprendere chi la vive e la respira. Le Isole salgono al terzo posto grazie a Oristano (indice di felicità 83), mentre nella top ten a spopolare è il Centro Nord con Trento con indice di felicità pari a 81, Como (80), Viterbo (77), Pordenone (75), Grosseto (72), Ravenna (68) e Cuneo (67). Inutile evidenziare l’onnipresenza di Trento che, nelle graduatorie del “meglio” italiano, trova sempre un ruolo di prestigio. Merito di un centro storico da bocca aperta, di servizi d’eccellenza e di un generale senso di sicurezza assicurato da rapporti di vicinato consolidato e di un controllo costante del territorio. L’unica pecca è il clima, ma chi ci abita è disposto ad infilarsi un maglione in più pur di vivere tranquillo e sereno.
La Provincia del Nord meno felice è Imperia, che conquista comunque il 35esimo posto. Molto più sotto il Sud che paga fattori quali disoccupazioni, clima insopportabile, difficoltà istituzionali e burocratiche, pessime infrastrutture e scarsa avanguardia tecnologica.
In fondo alla classifica molte Province del Sud, tra cui Enna (21), Salerno (18), Crotone (16), Isernia (14) e Catanzaro (9). Ultima posizione per la provincia di Potenza con un indice di felicità di 5 su 100. In sostanza, chi ci abita vorrebbe andarsene quanto prima ma non lo può fare per le difficoltà con cui è costretto a convivere ogni giorno…
Infine, secondo lo studio, la gente che vive in provincia si ritiene più felice del 77% rispetto a chi vive in città, perché ritiene la Provincia meno costosa, più tranquilla e meno inquinata. La maggior parte degli intervistati (80%) che vive in provincia non vivrebbe mai nelle grandi città, perché non ama il ritmo sfrenato, l'aria inquinata, il traffico e la difficoltà a trovare parcheggio e soprattutto il cemento...

Pubblicato da Albertone

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