Imprenditoria corrotta: la nuova Mafia veste in giacca e cravatta

RIMINI ore 15:41:00 del 24/02/2015 - Categoria: Cronaca, Editoria, Politica, Sociale

Imprenditoria corrotta: la nuova Mafia veste in giacca e cravatta

Imprenditoria corrotta: la nuova Mafia veste in giacca e cravatta. Ecco come capovolgere lo stato attuale delle cose in Italia

E' vero, non sono tutti mafiosi, anzi i mafiosi sono sempre una minoranza, ma in Italia facciamo tutti il gioco della mafia per paura. La colpa è dello Stato probabilmente, che non è interessato a stroncare il sistema. Perché lo stato non impiega dei servizi segreti? Perché non mette cimici ovunque? Se apre una fabbrica lì, arriva il mafioso di turno e chiede il pizzo. E' ovvio che la fabbrica preferisce chiudere i battenti e aprire in un altro luogo dell'Italia o del mondo! Ma date la gestione delle fabbriche alle forze dell'ordine! Mettete sotto controllo tutti i telefoni di tutti quelli che ci lavorano, soprattutto di chi sta in alto!

Noi capiamo che la gente abbia paura. E' facile dire "ma basta denunciare". Forse se lo Stato fosse più efficiente, la gente denuncerebbe. Ma se prima di agire, lo Stato aspetta che mi brucino il negozio, non mi difende abbastanza! I meridionali dicono che il sud è più povero per colpa "dell'invasione dei Savoia". Ma vi pare mai possibile che dopo 150 anni il problema possa essere quello? 150 anni fa c'erano paesi del nord Europa, oggi ricchi, che all'epoca erano poverissimi, molto più poveri dei meridionali di oggi!

La Sicilia poi è il colmo. Regione a statuto speciale, con un sacco di soldi che entrano, e con privilegi ambiti da tutti. I soldi dei siciliani in gran parte restano in Sicilia, arrivano soldi persino dalla UE, ma i siciliani dicono di essere sempre senza soldi e quindi niente soldi, niente sviluppo. La Sicilia se si ribellerebbe alla mafia sarebbe la regione più ricca e felice d'Europa. Con un sacco di fabbriche che potrebbero dare lavoro a migliaia e migliaia di persone attualmente disoccupate. Clima formidabile quasi tutto l'anno (ovvero turismo a tempesta), una storia millenaria che ancora ha lasciato tracce (quindi mega turismo artistico-storico).

Cari italiani, ma cosa aspettate a “bombardare” (nel senso pacifico del termine) la sede della regione? A costringerli a prendere i giusti provvedimenti per cambiare radicalmente il corso della nostra storia? Anche se questo dovesse significare in un primo tempo essere assillati dai controlli, quasi di stampo totalitario, ma che ve ne fraga! Se una persona ha la coscienza a posto non ha nulla da temere. Sarebbe un modo per scovare le mèrde che rovinano tutto il territorio. Dopo tutto è durante il fascismo che le mafie si sono trovate a emigrare, perché non stavano più benissimo al sud Italia.

Pubblicato da Gerardo

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