Il calcio italiano esulta per Agnelli, ancora troppo potente (e INDAGATO)

(Torino)ore 15:31:00 del 09/09/2017 - Categoria: , Calcio, Denunce

Il calcio italiano esulta per Agnelli, ancora troppo potente (e INDAGATO)

Un processo sportivo che evidentemente interessa poco ai club e probabilmente anche alla Federazione. Sembra più un intralcio. Andrea Agnelli in questi anni è stati molto bravo sia a conquistare successi con la sua Juventus, sia a far aumentare il fattura

E noi poveracci che veniamo schiacciati da questa gentaglia non dobbiamo avere dubbi morali. Tavecchio ha portato soldi al calcio italiano, quindi fa niente che sia razzista e che voglia spingere fuori le piccole dalla serie A e muova nell'ombra per non far fallire o addirittura vincere le grandi, Agnelli ha riportato la Juve ad alti livelli e quindi fa niente che facesse il bagarino ma anzi si merita il premio della presidenza dell'Eca, a Raiola lo facciamo cavaliere del lavoro perché fa guadagnare i suoi assistiti. Qui non si parla di religione ma della dignità base di non esultare per le magagne di qualcuno solo perché quel qualcuno ci fa comodo, ma di dignità ce n'è proprio poca nel mondo scolorito, ma consolati che sei in buona compagnia.

Il calcio italiano considera la sua elezione come una vittoria. Del processo sportivo, in cui è imputato di aver favorito il bagarinaggio e in cui rischia la sospensione, non parla nessuno. Nemmeno un accenno. Nessuno che pensi alla figura non proprio esemplare di aver come uomo più rappresentativo un presidente condannato per rapporti ambigui con gli ultras.

Si chiama realpolitik. Perché, al fondo, come per Raiola, Reina, Insigne, è una questione di soldi oltre che di potere. I presidenti italiani, anche quelli come Lotito e De Laurentiis che hanno combattuto il bagarinaggio e chiuso tante corsie preferenziali ai professionisti del tifo, dimenticano tutto di fronte ai propri interessi. Del resto, in questi mesi, nessuno ha fiatato nemmeno per sbaglio. Né una dichiarazione né un tweet. Come se nulla stesse accadendo. È roba per giornali, a dire il vero per pochi giornali.

Che tutti siano squali non c'è dubbio, che tutti facciano quello che ha fatto la juve non lo escludo, ma neanche lo posso dare per scontato. Dire "tutti colpevoli, nessun colpevole" è un alibi comodo e tipico di chi ha la coscienza sporca. Della juve sappiamo, è emerso cosa ha fatto, anche gli squali, quando vengono colti con le mani nella marmellata, andrebbero puniti, qua, invece, vengono pure eletti in organismi prestigiosi e di potere, con il bene placido dei mass-media, questo, con ogni evidenza, vizia anche i risultati sportivi. Fregare il prossimo già non è bello, ma fregarlo pretendendo che questo neanche si lamenti, francamente, è troppo.

Pubblicato da Carmine

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