Come l'orario dei pasti influisce sulla dieta

(Milano)ore 21:20:00 del 22/09/2018 - Categoria: , Salute

Come l'orario dei pasti influisce sulla dieta

Cenare prima e far colazione più tardi, dormire meglio, placare la fame col profumo di rosmarino o basilico, e anche circondarsi di messaggi positivi e incoraggianti: sono le ultime ‘strategie’ per aiutare chi vuole mettersi a dieta, magari per smaltire i

Cenare prima e far colazione più tardi, dormire meglio, placare la fame col profumo di rosmarino o basilico, e anche circondarsi di messaggi positivi e incoraggianti: sono le ultime ‘strategie’ per aiutare chi vuole mettersi a dieta, magari per smaltire i chili in più dopo qualche stravizio estivo.

Cominciamo col ‘cambio di orario’ dei pasti: sono due gli studi, appena resi noti, che hanno cercato di dimostrare come aumentare il lasso di tempo fra l’ultima caloria assunta prima di dormire e la colazione aiuti a dimagrire. In fondo, che gli spuntini notturni o quell’ultimo bicchiere a tarda sera non facciano bene né allo stomaco né alla bilancia, si sa da molto tempo, ma qualche evidenza scientifica non guasta mai.

I ricercatori inglesi dell’Università del Surrey, hanno appena pubblicato i risultati del loro studio sul Journal of Nutritional Science. L’esperimento, durato 10 settimane, ha diviso i partecipanti in due gruppi: il primo ha continuato a mangiare agli orari soliti, mentre al secondo gruppo è stato chiesto di anticipare la cena di 90 minuti, e posticipare la colazione di altri 90 minuti. Ai partecipanti non è stata imposta una dieta rigida (come tipologia di cibo), ma solo una ‘finestra’ ben determinata per gli orari dei pasti. Risultato: il secondo gruppo ha perso in media più del doppio del grasso corporeo rispetto al primo.

Stesse conclusioni a cui sono arrivati i ricercatori del Salk Institute for Biological Studies, in California, parlano di ‘digiuno intermittente’: hanno sperimentato sui topo che far passare più ore (quelle del sonno, o almeno del riposo) senza cibo all’organismo – più o meno come accadeva fino a un secolo fa – porta numerosi benefici, come la riduzione del colesterolo, miglioramenti del metabolismo e perdita di grasso. In pratica, si tratta di regolare le esigenze del nostro stomaco sul ritmo circadiano (ciclo buio-luce, ovvero sonno-veglia) del corpo.

E sugli effetti del sonno sull’accumulo o smaltimento di grasso corporeo è appena stato pubblicato un altro studio, questa volta svedese. Cattive notizie per chi non riesce sempre a riposare bene: basta una notte insonne per interferire col metabolismo, interrompere i normali cicli di produzione di ormoni come l’ormone della crescita e il testosterone (entrambi coinvolti nel mantenimento della massa muscolare, che quindi si indebolisce) e aumentare i livelli mattutini di cortisolo, che ‘aiuta’ ad immagazzinare i grassi. In poche parole: chi dorme male è più a rischio di obesità o diabete.

Altro capitolo, come ‘ingannare’ il cervello e fargli dimenticare gli stimoli della fame? Distraendolo con un profumo, meglio un olio essenziale, che dia l’idea del cibo, ma senza strafare: basilicorosmarinomenta bergamotto. Qualche goccia di uno o due di questi aromi, versata su un fazzolettino e poi inalati, dovrebbero bastare. Se però quel certo languorino diventa un vero e proprio morso della fame, meglio passare alla menta piperita, sostiene uno studio della Wheeling Jesuit University di Washington. E se la fame è di origine nervosa, si cambia registro e si passa agli agrumi, primo fra tutti il bergamotto.

Ultimo, ma non certo meno importante, l’aspetto psicologico: in uno studio su 178 donne canadesi, è risultato che chi cerca di dimagrire riesce più facilmente nell’intento (o nel mantenimento dei risultati già ottenuti) se partner, famiglia e amici non sono ipercritici, ma supportano la persona a dieta senza sottolineare «quanto sei fuori forma». Un aiuto fondamentale, quando bisogna scegliere fra un sano pinzimonio e un bel tiramisù.

Da: QUI

 

Pubblicato da Gerardo

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