Christine Lagarde Presidente BCE: la colpevole della CRISI GRECA

(Trento)ore 14:37:00 del 09/07/2019 - Categoria: , Denunce, Politica

Christine Lagarde Presidente BCE: la colpevole della CRISI GRECA

CHI E' VERAMENTE CHRISTINE LAGARDE - Le prime reazioni alla candidatura di Lagarde sono state in generale di apprezzamento (per molti era importante soprattutto che non venisse scelto l’attuale capo della banca centrale tedesca, Jens Weidmann).

CHI E' VERAMENTE CHRISTINE LAGARDE - Le prime reazioni alla candidatura di Lagarde sono state in generale di apprezzamento (per molti era importante soprattutto che non venisse scelto l’attuale capo della banca centrale tedesca, Jens Weidmann). In molti sono comunque rimasti sorpresi dalla sua nomina: nessuno nei mesi scorsi aveva contemplato seriamente l’idea che Lagarde potesse essere scelta per guidare la BCE, un ruolo fino a oggi riservato ad esperti economisti che avessero già guidato la banca centrale del loro paese.

CHI E' VERAMENTE CHRISTINE LAGARDE - Questo punto è anche quello che ha attirato la maggior parte delle osservazioni critiche: Lagarde non ha esperienza di politica monetaria (è laureata in Giurisprudenza) ed è considerata una figura politica (è stata più volte ministro in Francia) e non tecnica. Questo, secondo i critici, rischia di avere un’influenza negativa sulla tradizionale indipendenza assoluta della BCE dal potere politico.

Lagarde sarebbe anche la prima donna a diventare presidente della BCE, così come è stata la prima donna a essere nominata direttrice del Fondo Monetario Internazionale nel 2011 e, nel 2007, la prima donna a essere nominata ministro delle Finanze in uno dei paesi del G8 (che nel 2014 è diventato G7 in seguito all’espulsione della Russia).

Con la piena benedizione di Emmanuel Macron, Christine Lagarde arriva così fino al vertice dell’Eurotower. Non un fulmine a ciel sereno, dato che il suo nome era fra quelli papabili. Ma che dice molto sui nuovi equilibri che regneranno in Europa: a questo giro l’ha spuntata la Francia, riuscendo in qualche modo a ridimensionare una Merkel (la quale ha comunque un’ottima stima della Lagarde) sempre meno leader indiscusso.

CHI E' VERAMENTE CHRISTINE LAGARDE - Tandem Christine Lagarde – Ursula von der Leyen? Se le nomine dovessero essere confermate dal Parlamento Ue, ai vertici delle istituzioni comunitarie siederanno così due donne. Detto delle esperienze della Lagarde, non va meglio con quelle di Ursula von der Leyen. Tedesca, classe 1958, ininterrottamente dal 2005 ha rivestito per tre volte la carica di ministro nel governo federale tedesco. Torniamo di nuovo all’annus horribilis 2011. Proprio mentre Lagarde premeva per il nostro commissariamento, la von der Leyen si spingeva oltre, proponendo di legare eventuali aiuti ai membri in crisi dell’Eurozona in crisi con la richiesta di depositare beni in garanzia. Ursula von der LeyenNello specifico, il nostro oro o le nostre aziende strategiche. L’unione di intenti fra le due nuove “teste” dell’Ue condurrà al disastro? Nonostante i “precedenti”, infatti, già da qualche anno l’Fmi ha iniziato, sia pur timidamente, a ripensare i propri modelli.

Se prima l’austerità e le riforme strutturali erano l’unica via da percorrere, oggi la musica sembra in minima parte cambiata. E’ quindi estremamente probabile che, seguendo la nuova trama, che Christine Lagarde possa riprendere in mano il “bazooka” lanciato da Draghi con il nome di Quantitative Easing. Modificandolo, dandogli forse una diversa taratura. Ma certo non riponendolo in soffitta. Altro ossigeno, insomma, per un’Eurozona che è e rimane disastrata e preda delle contraddizioni intrinseche di una moneta unica architettata male e realizzata peggio. Un effetto placebo che, come già dimostrato fino ad oggi (nonostante l’invasione di liquidità l’inflazione, zavorrata da una crescita che resta asfittica, di salire non ne vuol proprio sapere) rischia solo di procrastinare la nostra agonia. Evitando forse manovre lacrime e sangue. Ma non per questo affrontando qui problemi talmente connaturati all’euro dal non poter essere in alcun modo risolti. A meno di non voler dare una nuova forma all’unione monetaria, magari iniziando a discutere di trasferimenti monetari dalle zone più ricche a quelle più in difficoltà. Scelta di politica economica standard in condizioni “normali”, ma che la Germania non accetterà mai. E anche qualora si dimostrasse aperta all’ipotesi, chiederebbe in cambio di scrivere – insieme a Bruxelles e alla Bce stessa – direttamente le nostre finanziarie. Sarebbe desiderabile?

Pubblicato da Carmine

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