Castelfranco Veneto: la vergogna italiana

(Treviso)ore 07:44:00 del 30/08/2016 - Categoria: Cronaca, Denunce

Castelfranco Veneto: la vergogna italiana

Intanto, continuano le proteste degli insegnanti contro i trasferimenti di sede previsti dal piano di mobilità straordinario.

Intanto, continuano le proteste degli insegnanti contro i trasferimenti di sede previsti dal piano di mobilità straordinario. E per ribadirlo stamattina i docenti sono scesi in piazza, in una manifestazione unitaria, a Bari, Catania, Palermo e Potenza. Il piano, infatti, riguarda in particolar modo insegnanti del Sud che a settembre saranno costretti a fare le valige per raggiungere una cattedra al Nord. “Ci stiamo occupando della mobilità, è un processo normale di questi tempi nel mondo della scuola, quest’anno c’è un piano di mobilità straordinario”, ha detto la ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini.

CASTELFRANCO VENETO – Lutto all’Ipsia di Castelfranco Veneto per l’improvvisa scomparsa, a a 45 anni, del professore Carmelo Lo Monaco. L’insegnante si è tolto la vita mentre si trovava in Sicilia con la moglie e i figli, nell’abitazione di famiglia. Lo Monaco, attualmente in congedo, aveva da tempo richiesto di poter essere trasferito nella terra natia ma questo provvedimento, ottenuto peraltro dalla moglie (anche lei docente), tardava ad arrivare ormai da molto, troppo tempo. La notizia ha sconvolto colleghi e studenti. Un fulmine a ciel sereno, un dramma a pochi giorni dalla riapertura dell’istituto.

Lutto all’Ipsia di Castelfranco per la tragica scomparsa di Carmelo Lo Monaco, 45 anni: l’insegnante si è tolto la vita mentre si trovava in congedo con la moglie

 

“Chi viene trasferito lo sapeva per legge e partono con un contratto in tasca a tempo indeterminato” ha aggiunto Giannini “la mobilità generale riguarda 200 mila insegnanti, una percentuale inferiore al 10% sono i neo assunti in fase C”. Ma sindacati e lavoratori sono di diverso parere e denunciano un “esodo vergognoso” che sta “depauperando il Mezzogiorno”, per colpa di una legge, la 107 del 2015, “incostituzionale” e di un “algoritmo” che, in questa fase di mobilità, ha “sparpagliato gli insegnanti del Sud dal Tevere al Tagliamento, senza tener conto delle situazioni personali e familiari e dei tanti anni passati nella scuola”.

 

Pubblicato da Gerardo

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