Binge-purging: fenomeno SHOCK che porta in stati di trance

(Torino)ore 21:41:00 del 11/05/2018 - Categoria: , Salute

Binge-purging: fenomeno SHOCK che porta in stati di trance

Ad essere particolarmente colpita dal fenomeno del binge-purging è la popolazione maschile – Abbuffarsi per poi “smaltire”? È un disturbo

Mangiare piace, e questo si è capito. Lo sport fa bene, e questo pure. Ma mangiare tanto per poi darsi ad attività fisiche di grande sforzo per “smaltire”, può essere la soluzione sistematica? Un allarme in tal senso è stato recentemente lanciato dagli studiosi. Che oltre a puntare il dito su fenomeni medici e sociali come l’anoressia e la bulimia, due disturbi alimentari che solitamente coinvolgono (principalmente, ma non unicamente) le donne, ne aggiungo un altro.

The Guardian ha pubblicato la storia di un atleta di sesso maschile affetto da binge-purging, un problema che riguarda sempre l’alimentazione ma che si sviluppa in maniera diversa: il soggetto in questione alterna abbuffate a sedute di esercizio fisico intenso, purghe o vomito.

L’autore dell’articolo, Tom Pollock, ha scritto anche un libro sullo stesso tema nel quale racconta la propria esperienza personale. Il tunnel nel quale si entra è simile a quello dei più popolari disturbi alimentari: le abbuffate compulsive vengono seguite da condotte di eliminazione fatte di allenamenti mostruosi durante i quali si è in uno stato mentale vicino alla trance.

Secondo Pollock il problema nasce spesso a causa di difficoltà vissute nell’età adolescenziale. Mangiare a dismisura comincia come uno sfogo per tensioni e pressioni quotidiane ma diventano ben presto proprio loro la maggiore fonte di stress.

Nel suo caso la prima diagnosi fu di bulimia e ne seguì un percorso terapeutico costituito da psicoterapia e uso di antidepressivi ansiolitici, insieme ad un coming out da fare con parenti e amici più vicini. Il binge-purging è una nuova concettualizzazione del rapporto corpo-alimentazione e si avvicina pericolosamente al genere maschile che pratica sport in maniera continuativa.

A preoccupare sono anche i numeri: questi problemi alimentari sono sotto-diagnosticati proprio nella popolazione maschile che ne soffre di più poiché si mimetizza tra i comportamenti più comuni come ad esempio sottoporsi ad allenamenti di resistenza o esercizi particolarmente faticosi.

Un portale on-line creato dal Governo sintetizza le buone prassi e le strutture a cui far riferimento – tra cui spicca l’ospedale Molinette di Torino – ma tenere sotto controllo un fenomeno così in espansione è una sfida complessa. Se prima le radici del problema venivano ricondotte alla famiglia, oggi le cause sono multifattoriali al pari di qualsiasi altra dipendenza.

E ciò rende un po’ di giustizia: fin troppo spesso accusare la famiglia sembra voler trovare un capro espiatorio che però, nel caso, è tirato fuori un po’ troppo spesso e in maniera strumentale. Ora si scopre, ricerca dopo ricerca, che forse le cause di tanti malesseri vanno indagate meglio. E altrove: magari nello stile di vita che certi modelli sociali, guarda caso proprio quelli che si sono resi antagonisti alla famiglia, hanno cercato di imporre.

Da: QUI

Pubblicato da Samuele

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