All Star Fruit Racing, provato

(Bologna)ore 12:28:00 del 26/07/2018 - Categoria: , Videogames

All Star Fruit Racing, provato

Se i videogiocatori di vecchia data optano per recuperare qualcosa dell’annata appena conclusa o finiscono per l’ennesima volta il loro classicone preferito, altri si affidano alle console mobile per far fronte a un panorama avaro di vere e proprie pubbli

L’estate è una stagione che per i videogiocatori quasi da sempre appare come un “periodo morto”: momento di ferie generali, inattività, caldo soffocante.

Se i videogiocatori di vecchia data optano per recuperare qualcosa dell’annata appena conclusa o finiscono per l’ennesima volta il loro classicone preferito, altri si affidano alle console mobile per far fronte a un panorama avaro di vere e proprie pubblicazioni “grosse”.

Anche dal “lato opposto della barricata” i pochi sviluppatori che decidono di pubblicare la loro sudata opera in nel contesto estivo sono consapevoli di stare azzardando. Eppure, questo è uno dei casi in cui il gioco poteva avere solo l’estate come finestra di pubblicazione. All-Star Fruit Racing è un videogioco accessibile e colorato, che nonostante alcune ingenuità “da esordio” si rivela una buona possibilità per passare spensieratamente i pomeriggi estivi.

Vanellope von Schweetz sarebbe fiera di voi

All-Star Fruit Racing è una produzione totalmente italiana passata attraverso un percorso non facile. 3D Clouds.it ha infatti lavorato al suo progetto su Unreal Engine, che dall’accesso anticipato di Steam è riuscita a guadagnarsi la pubblicazione anche su PlayStation 4, Xbox One e Switch.

Il concept del gioco, di fondo, è semplice: un videogioco di corse di kart con ambientazioni e circuiti fantasiosi e colorati, aventi come tema portante la frutta e tutto ciò che circonda questo cibo essenziale per la vita umana. Il gioco non ha neppure una premessa narrativa, e tutto sommato va bene così: semplicemente un totale di ventidue piloti (la maggior parte delle quali da sbloccare progressivamente) competono lungo una serie di coppe e campionati. La carriera offline si compone di undici trofei di difficoltà crescente (indicata dal simbolo dei pistoni, da uno a tre) in cui gareggiare su circuiti per un numero di giri che va da uno a cinque.

Andando subito al sodo, il sistema di guida si regge sui due grilletti del controller. Con quello destro acceleriamo, mentre il sinistro si occupa di gestire la derapata. Se la velocita massima la raggiungerete presto e sarà un piacere, sarà anche inevitabile imparare sin da subito le tecniche di derapata, in quanto più la prolungheremo e più caricheremo il conseguente effetto “fionda”. Grazie a esso potremo ottenere un’utilissima spinta in avanti una volta rimesso il kart in scia. Ovviamente l’abuso di tale funzione è impedito dal fatto che restando per troppo tempo in derapata si perderà il controllo del veicolo. Per quanto sia una decisione assennata e utile a disincentivare derapate troppo lunghe anche per un gioco dichiaratamente arcade come questo, All-Star Fruit Racing rimane ancora troppo dipendente dall’effetto “fionda”. E se nella modalità Carriera la decisione va ponderata, nelle prove cronometrate diventa essenziale anche solo per raggiungere i tempi minimi.

TANTO STILE, MA NON POCHI PROBLEMI

All-Star Fruit racing è un gioco divertente e rapido, visivamente anche parecchio grazioso e senza sbavature particolarmente evidenti, nonché valido dal punto di vista tecnico: ciò non toglie che abbia anche evidenti problemi. E fa storcere il naso il fatto che questi difettivengano fuori proprio laddove dovrebbe invece eccellere, non solo nel bilanciamento delle sue armi di gioco originali, ma nello stesso utilizzo dei bonus legati alla frutta: anche le mosse base sono tutto fuorché semplici da ricordare o intuitive da utilizzare, e le cose non vanno meglio al momento di combinarle durante una corsa. La difficoltà punta decisamente verso l'alto sin dall'inizio, e non è molto pratico ricordarsi quanta frutta di quale tipo abbiamo raccolto, oltre alle sue possibili combinazioni con l'altra a nostra disposizione nei serbatoi.

Opinabile anche il fatto di aver voluto limitare l'utilizzo delle derapate, che di base garantiscono un discreto boost in velocità, ma l'abuso surriscalda gomme e motori e finisce col penalizzare il giocatore: la meccanica non apporta chissà quali benefici ad un gameplay che vorrebbe essere tecnico, ma che si rivela in tanti casi semplicistico. Anche la direzione artistica non è tutta rose e fiori: bene per le tante personalizzazioni dei kart, bene anche per la varietà tematica dei circuiti, ma le protagoniste restano, nonostante il loro "stile fruttifero", tutto sommato anonime se non decisamente dimenticabili, in alcuni casi persino poco graziose. Sui versi e gridolini che lanciano durante le gare stendiamo direttamente un velo pietoso.

Pubblicato da Carmine

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