(Torino)ore 12:27:00 del 13/12/2017 - Categoria: , Cronaca, Denunce, Editoria, Esteri

Come sono lontani i tempi in cui tutto il mondo si emozionò dinanzi alla foto del bimbo ebreo con le le mani alzate nel ghetto di Varsavia. Israele cavalcò poi strumentalmente quell'immagine, simbolo della Shoah e continuò ad atteggiarsi vittima, mentre invece andava evidenziandosi la sua vera natura prevaricatrice, attraverso una potente lobby mondiale e l'aggressività a danno dei popoli più deboli. Un esempio per tutti: la strage di Sabra e Chatila, dove circa 2000 profughi palestinesi (anche donne e bambini) furono barbaramente uccisi. E nessuno pagò.

I leader e i partiti agiscono sempre col fine ultimo di sostenere la propria esistenza. Qui sta l'errore…. e l'orrore delle conseguenze sui cittadini, e lo vediamo nelle innumerevoli guerre, diffuse fino al punto che qualcuno le valuta come la terza guerra mondiale. Noi cittadini dovremmo sempre sforzarci di ragionare e, la dove e` possibile, scegliere sempre un leader o un partito che faccia gli interessi dei cittadini del mondo e non per una ristretta fascia umana che agisce per il proprio potere.

Le farneticazioni di Netanyahu sono insopportabili e ridicole. E la bugia sulla "capitale da 3000 anni" non la crede più nessuno. Anche perché gli abitanti - illegalmente - della terra oggi chiamata israele non c'entrano nulla con quel posto. Sono immigrati da ogni dove, ex khazari, sionisti, una accozzaglia di gente senza radici, senza religione, senza nazionalità. Una invenzione politica. La violenza e le ingiustizie sono state commesse sulla popolazione che viveva in pace un secolo fa, da quelle parti: e arabi, musulmani ed ebrei convivevano in armonia e senza attriti, come ancora oggi in Iran. Poi, sono intervenuti i sionisti che hanno fomentato ed usato le guerre mondiali per ottenere "una patria" per gli ebrei del mondo, con la complicità dell'occidente, soprattutto Inghilterra. E oggi, pieni di armi atomiche e di soldi, ci raccontano balle su balle. Io non ci sto.

Non era facile fare peggio di Obama in politica estera, ma Trump sembra che sia riuscito anche in quest'impresa. Dall'inasprimento dei rapporti con la Russia, alla crisi sempre più preoccupante con la Corea Del Nord, fino al riconoscere in maniera affrettata e sconsiderata (considerando i fragili equilibri dell'area mediorentale) Gerusalemme come capitale dello stato ebraico. Il fatto che Netanyahu consideri l'Iran come il principale pericolo da combattere, non è detto che anche per la comunità internazionale debba essere così. Se non ci fosse stato il contributo militare di fanteria iraniano, probabilmente l'ISIS non sarebbe stato sconfitto in tempi brevi. A differenza dei sauditi infatti, ne sono caduti diversi di militari iraniani sotto il fuoco dei tagliagole. E poi l'Iran sono decenni che ha influenza in Libano, Siria, e quindi il premier israeliano non può ricondurlo ad un tema di attualità. Parlare di mancanza di diritti in Iran, senza vedere quello che stanno facendo i sauditi in Yemen, mi sembra molto riduttivo. Il prezzo da pagare per ottenere qualsiasi cosa deve essere limitato, altrimenti non è un successo, nè politico nè militare. Questo sia gl'israeliani sia i palestinesi, faticano a capirlo. Ma la politica è il grande responsabile, pertanto, auspico che in futuro ci sia posto per altri leaders diversi da Netanyahu e Trump.

Pubblicato da Gregorio

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